“Call me Snake.”
Escape from New York è un film che non è invecchiato molto. Il futuro immaginato da John Carpenter nel 1981 è oggi ancora plausibile, forse lo è addirittura di più. Racconta una storia aspra, con personaggi duri, e nasconde una critica al potere e all’autorità che si illude di mantenere l’ordine.
Non riuscendo a gestire una criminalità ormai fuori controllo, il governo degli Stati Uniti ha trasformato Manhattan in una gigantesca prigione a cielo aperto, isolata dal resto del mondo. All’interno, i criminali dettano legge mentre lo Stato osserva da lontano. Quando il Presidente degli Stati Uniti (Donald Pleasence) precipita con il suo aereo sull’isola, c’è un solo modo per salvarlo: affidarsi a Snake “Iena” Plissken (Kurt Russell), ex soldato diventato fuorilegge. Ha 24 ore per entrare, salvare il Presidente tenuto in ostaggio e, soprattutto, uscirne vivo.
Kurt Russell dà vita a un personaggio diventato icona: carismatico, dal carattere ruvido e taciturno, con una benda sull’occhio e totale disprezzo per l’autorità. Snake non combatte per salvare il Presidente, combatte per salvare se stesso.
Vero punto di forza del film è l’atmosfera. Strade buie, personaggi strani, un perenne senso di pericolo. L’ipnotica colonna sonora elettronica accompagna perfettamente le immagini e diventa parte integrante di quel mondo freddo, sporco e ostile che viene raccontato.
Girato con un budget ridotto, il film non punta su effetti speciali memorabili. Carpenter lavora con pochi elementi e li usa con intelligenza, costruendo un universo claustrofobico e decadente che riflette uno dei tratti più riconoscibili del suo cinema: l’isolamento. Manhattan è completamente tagliata fuori dal resto del mondo e diventa uno spazio chiuso e soffocante, dove la paranoia cresce e ogni incontro può trasformarsi in una minaccia. La regia sfrutta questo senso di separazione per creare una tensione continua, fatta di attese, silenzi e movimenti di macchina lenti e controllati. Carpenter preferisce suggerire il pericolo prima di mostrarlo, giocando sull’anticipazione e sull’ignoto, e mantenendo lo spettatore in uno stato costante di allarme. È proprio questa semplicità, unita a una forte coerenza visiva, a rendere il mondo del film credibile e ancora oggi estremamente efficace.
Col tempo, Escape from New York è diventato un cult. Un film capace di influenzare chi è venuto dopo e di lasciare un segno profondo nell’immaginario collettivo. Come pochi film sanno fare.
A officiare il culto, prima della proiezione, una Masterclass in compagnia di George Rohmer, Toshiro Gifuni e uno special guest, direttamente dalla redazione dei 400 Calci, rivista di cinema da combattimento!
Regia: John Carpenter
Sceneggiatura: John Carpenter, Nick Castle
Montaggio: Todd C. Ramsay
Interpreti: Kurt Russell, Lee Van Cleef, Ernest Borgnine
Musica: John Carpenter, Alan Howarth
Produttori: Barry Bernardi, Larry Franco, Debra Hill, Jake Eberts
Con MASTERCLASS de I 400 CALCI