Cosa succede quando hai l’ambizione di girare un film sui dinosauri ma non hai il budget per la CGI? La risposta è tanto semplice quanto geniale: rendi il predatore invisibile. Presentato con successo al Frightfest di Londra e al Trieste Science+Fiction Festival, The Invisible Raptor è molto più di un semplice “trash movie” alla Sharknado. È un’operazione di chirurgia cinefila che mescola commedia demenziale, splatter e un’ossessione viscerale per il cinema di Steven Spielberg.
Alla Tyler Corporation sono riusciti a ricreare geneticamente un raptor preistorico. Non contenti, lo hanno reso invisibile. Ovviamente, la creatura – tanto intelligente quanto affamata – evade, seminando il panico nella (non a caso chiamata) Spielburgh County. A cercare di fermare la scia di sangue troviamo un duo improbabile: Grant Walker (Mike Capes), un paleontologo in disgrazia che sbarca il lunario come guida al DinoWorld, e Denny Denielson (David Shakelford), guardia giurata decisamente sopra le righe in cerca di un migliore amico.
Insieme a loro, una celebrità locale esperta di polli e una vecchia fiamma di Grant si lanceranno in una caccia al predatore che è, allo stesso tempo, un viaggio tra i ricordi del cinema anni ’80 e ’90.
Nonostante la premessa assurda, il film brilla per la sua scrittura sovversiva e ricca di trovate: è una commedia nera che non risparmia nessuno (bambini compresi), citando costantemente i classici in quella che è una vera e propria rincorsa a chi riconosce più Easter Egg cinematografici.
Per chi è cresciuto con i Ghostbusters e i Gremlins (e Jurassic Park, ovviamente).
Sceneggiatura: Mike Capes, Johnny Wickham
Fotografia: Bryan Koss
Montaggio: Marshall Rimmer
Suono: Brian Galyean
Musica: Mihai Ciolca
Effetti Speciali: Dorian Cleavenger
Interpreti: Mike Capes, David Shackelford, Caitlin McHugh Stamos, Sean Astin
Produttori: Mike Capes, Mike Hermosa, Nic Neary, Johnny Wickham, William Ramsey
Produzione: Valecroft
In apertura il corto SOAP BOX (Canada, 2024)