Quanto siamo disposti a sacrificare per colmare un vuoto incolmabile?
Dopo il successo internazionale del suo precedente lungometraggio d’animazione “Dov’è il mio corpo?” (J’ai perdu mon corps) – pluripremiato a Cannes e candidato agli Oscar nel 2020 – il regista francese Jérémy Clapin torna a incantare il pubblico con la sua opera seconda: “Meanwhile on Earth” (Pendant ce temps sur Terre).
Elsa (Megan Northam) è una giovane aspirante fumettista che lavora in una casa di riposo e vive sospesa in un tempo immobile. La sua vita si è fermata tre anni prima, quando suo fratello Franck, un astronauta impegnato in una missione nello spazio profondo, è scomparso nel nulla.
Il dolore di Elsa non è solo malinconia; è un’incapacità cronica di accettare la perdita, un vuoto che la isola dalla realtà e dai suoi stessi genitori. La statua dedicata al fratello, che svetta al centro della rotonda del paese, è il simbolo di un lutto pubblico che però non trova pace nel cuore privato della protagonista.
Tra fantascienza “pura” (ma introspettiva e raffinata) e dramma familiare, tra thriller psicologico e venature body horror, in un’alternanza stilistica tra live action e animazione, la storia subisce una svolta inquietante quando Elsa viene contattata telepaticamente da una misteriosa voce aliena che le propone un patto inquietante.
Un viaggio tra stelle e ferite interiori che vale la pena fare insieme.
Sceneggiatura: Jérémy Clapin
Fotografia: Robrecht Heyvaert
Montaggio: Jean Christophe Bouzy
Suono: Vincent Piponnier
Musica: Dan Levy
Effetti Speciali: Olivier Afonso
Interpreti: Megan Northam, Catherine Salée, Sam Louwyck, Roman Williams
Produttori: Marc du Pontavice
Produzione: One World Films
Distribuzione Internazionale: Charades
E in apertura il corto ANIMALIA (Norvegia, 2025)