Deathstalker (Daniel Bernhardt) ruba un amuleto maledetto e deve attraversare il regno di Abraxeon per liberarsene, braccato dai Dreadites (soldati non-morti) e dal malvagio stregone Nekromemnon.
La trama si potrebbe ridurre a queste tre righe striminzite. Ma il ritmo perfetto, l’impatto visivo (con un compendio impressionante di creature gommose e mostri antropomorfi) e l’effetto nostalgia/parodia amorevole che distrugge il genere per celebrarlo, fanno di Deathstalker un film divertente, geniale e godibilissimo.
Steven Kostanski (The Void, Psycho Goreman) non si limita a citare il cinema sword and sorcery degli anni ’80, ma lo reinventa in nome di un atto creativo artigianale, lontano dai canoni mainstream del cinema contemporaneo, un atto di resistenza contro le “nevrosi iperrealistiche del digitale”.
Membro del collettivo Astron-6, Kostanski usa trucco prostetico, effetti pratici e animazione in stop-motion per combattere la “plastica” intesa come piattezza del cinema moderno ad alto budget.
Se poi troviamo Slash (Guns N’ Roses) come produttore esecutivo e contributore alla colonna sonora che garantisce un’anima “metal” che permea l’intera pellicola, sinceramente, cosa chiedere di piĂą?
Cast Daniel Bernhardt, Christina Orjalo, Paul Lazenby
Sceneggiatura Steven Kostanski
Montaggio Robert Hyland
Fotografia Andrew Appelle
Musica Blitz//Berlin
SFX Action Pants FX Inc.
Produzione Avi Federgreen, Michael Paszt, Pasha Patriki
In apertura l corto EM & SELMA GO GRIFFIN HUNTING (USA, 2024)